Da almeno quindici anni Le Voci del Tempo (il cantante musicista Mario Congiu, la voce recitante Marco Peroni) mettono in concerto storia e letteratura, facendo incontrare dal vivo musica e parole. Centinaia di esibizioni in tutta Italia fra teatri, piazze, festival di rilevanza nazionale, imprese, circoli culturali e scuole.
Le Voci del Tempo hanno attraversato molteplici storie e molteplici repertori. Ad oggi, gli spettacoli più frequentemente proposti sono i seguenti:
Woody. Storia di Woody Guthrie in concerto.
Woody Guthrie è stato il più grande cantastorie americano, uno dei padri della canzone americana di protesta: certamente il riferimento artistico più importante per una generazione di folksingers tra i quali il giovanissimo Bob Dylan. Figura quasi leggendaria, Guthrie visse in prima persona l’esodo, intorno alla metà degli anni Trenta, dei contadini dell’Oklahoma verso la California, descrivendolo in innumerevoli ballate. Le canzoni di Woody Guthrie riescono a parlare una lingua sorprendentemente universale, poiché sprigionavano da una cultura popolare e musicale non ancora “processata” dai meccanismi commerciali dell’industria discografica.
Grazia. Storie di Grazia Deledda in concerto.
Vita, morte, amore, odio, natura, magia, miseria, ricchezza, destino: uno spettacolo intenzionalmente libero da ogni riferimento all’attualità. Un sorprendente concerto letterario dedicato a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, nel 1926. Le canzoni, tutte originali e tratte dai racconti della scrittrice, sono state composte da Mario Congiu. Marco Peroni completa con le parole il viaggio tra le atmosfere della Sardegna a cavallo tra due secoli.
Libertà in levare. Storia di Antonio Gramsci, musiche di Bob Marley.
Le Voci del Tempo ripercorrono la vicenda biografica di Antonio Gramsci, dall’infanzia in Sardegna fino ai drammatici anni del carcere fascista: provando a cogliere il nucleo del suo pensiero, a descrivere la sua posizione originale all’interno del mondo degli anni Dieci, Venti e Trenta, ma, nello stesso tempo, liberandolo dall’abbraccio di quella storia grazie al potere della musicalità. Le canzoni e le sonorizzazioni che accompagnano il racconto sono scelte dal repertorio di Bob Marley, finalmente al di fuori, dunque, da ogni didascalia: a evocare la dimensione pienamente internazionale di questo pensatore italiano, a esaltare la capacità delle sue riflessioni e delle sue scelte di raggiungere nuove generazioni e nuove sensibilità. Lo spettacolo è stato realizzato su commissione del Comune di Cagliari e messo in scena per la prima volta il 26 aprile 2017 in occasione delle celebrazioni nazionali dedicato ad Antonio Gramsci a ottant’anni dalla sua scomparsa.
Direction Home. Storia di Adriano Olivetti, musiche di Bob Dylan.
Si tratta dello spettacolo più volte replicato. Industriale, pensatore, politico, urbanista, editore, Adriano Olivetti concepì la fabbrica di Ivrea come luogo in cui produrre Bene e non soltanto beni, mezzo e non fine. Lo spettacolo ne ripercorre la storia utilizzando il linguaggio musicale visionario e senza tempo di Bob Dylan, dando vita a un suggestivo gioco di rimandi in cui la campana olivettiana (simbolo del Movimento Comunità) e quella dylaniana (metafora di Libertà) paiono cantare assieme e sotto lo stesso cielo.
Di questo lavoro ha scritto Beniamino de’ Liguori Carino, Direttore Generale della Fondazione Adriano Olivetti: «Merito inedito è quello di liberare finalmente Adriano Olivetti dal tradizionale linguaggio con il quale fino a oggi la sua vicenda è stata trattata».
Sullo spettacolo Direction Home sono state realizzate due tesi di laurea presso l’Università di Torino, rispettivamente in Scuola di Studi Giuridici, Politici ed Economico Sociali e in Scienze della Comunicazione.
Paz. Storia di Andrea Pazienza, musiche dei Nirvana.
Uno spettacolo concerto proposto in versione elettrica che lascia affiorare i contorni di un’Italia in trasformazione, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Andrea Pazienza ha tratteggiato mondi fantastici, in cui fumetto e letteratura si tennero in un’irripetibile vertigine creativa. Pentothal, Zanardi e Pompeo sono i personaggi più importanti della sua opera, ed evocano lo spirito del tempo da cui sono sprigionati. La dimensione del concerto è tratta dal repertorio dei Nirvana: il presente come orizzonte temporale assoluto, i brividi al posto della speranza: “Paz e Cobain sullo stesso scivolo”.