Anche quest’anno come Maestria canavesana incrociamo la nostra strada con quella dell’Associazione Giovani Vignaioli Canavesani. Una collaborazione iniziata già qualche anno fa, che si è concretizzata sia con la conduzione del convegno annuale, sia con la partecipazione al convegno stesso di alcuni protagonisti del nostro “ecosistema”.
Stiamo facendo volentieri questo tratto di strada insieme all’associazione e, come accade a volte, la collaborazione si trasforma in amicizia. Al di là di questioni più tecniche e specifiche sull’arte del fare il vino, abbiamo sempre apprezzato il fatto che l’associazione rappresenti una realtà in controtendenza per almeno tre motivi, uno legato all’altro:
-si tratta di ragazzi che si conquistano con il lavoro una propria autonomia e un proprio protagonismo (in un Paese organizzato a favore di altre fasce d’età);
-lo fanno insieme, riscoprendo il valore associativo (in un contesto territoriale che ne ha bisogno)
-puntano sul territorio come elemento di valorizzazione privilegiato (in un ambito in cui spesso si confonde la valorizzazione con la visibilità).
Su questo terzo aspetto in particolare ci siamo incontrati: le nostre storie possono aiutare questo loro lavoro di valorizzazione del territorio; il loro lavoro, quotidiano e concreto, viceversa, può aiutare proprio le nostre storie a non rimanere nell’aria come bolle di sapone.
Sabato sera 9 maggio dalle ore 20, al Teatro Giacosa di Ivrea, comincerà la sesta edizione di REWINE. Il convegno dimostra ancora una volta il coraggio di questi ragazzi, che decidono di affrontare un tema che è sotto gli occhi di tutti, ma che spesso è oggetto di facili strumentalizzazioni: il rapporto tra vino e salute. Il vino fa bene? Fa male? E il bene, cos’è? E cosa succede tutto intorno? I giovani vignaioli non mettono la testa sotto la sabbia e invitano a discutere:
Matteo Gallello, giornalista e divulgatore enogastronomico;
Michele Antonio Fino, professore presso facoltà Scienze Gastronomiche di Pollenzo;
Federico Francesco Ferrero, medico nutrizionista e foodteller;
Costantin Hurjui, giovane vignaiolo dell’anno, produttore in Canavese.
Al termine del convegno, molto indicativamente intorno alle 21.30, andrà in scena il nuovo spettacolo Omaggio a Gipo Farassino della compagnia Le Voci del Tempo (Mario Congiu, voce e chitarra; Marco Peroni, voce narrante).
Dopo la partecipazione, la scorsa edizione di REWINE di Amerigo Vigliermo e del Coro Bajolese, oltre che dei Piccoli Cantori Salesi, i Giovani Vignaioli proseguono nell’intento di promuovere la conoscenza del vino canavesano tenendolo profondamente legato alla cultura del territorio, al suo paesaggio, alla sua storia, alla sua lingua. L’Omaggio a Gipo Farassino non sarà, dunque, una semplice “appendice” musicale al convegno, ma una proposta artistica coerente allo spirito della rassegna, tra emozione e divertimento.